18 Maggio 2009
Ciao a tutti. Ho inserito oggi un po' di foto nuove nella gallery. Parlavo con un'amica delle bellezze della mia zona e ho deciso che è ora di torturarvi un po' mettendo un po' di foto che ho fatto nelle mie gite. Mi dispiace per voi ma vi tocca e, magari, un giorno avrete anche voglia di venire a farmi visita... Chi ha orecchie per intendere, intenda! :-)
24 Aprile 2009
E' da molto tempo che non mi soffermo a scrivere qualche riga su questo blog. Alcune cose sono cambiate, altre no. Infondo la vita è questo: un continuo cammino, che prosegue malgrado tutto. Fra pochi giorni mi laureerò. E' la terza tesi di laurea che vado a discutere. Come ogni volte parto non sapendo acosa sto andando incontro. Mi è stato chiesto di tenere un discorso a quella che sarà la festa di laurea. I ho qualche dubbio che si farà quella festa e che s terrà quel discorso, quindi affido a questa pagina alcune considerazioni intorno a questo cammino durato quasi 24 anni. La grande maggioranza della mia vita, fino a questo momento, è stata influenzata in qualce modo dalla scuola. Negli ultimi anni, tuttavia ( dalla prima laurea nel 2003), allo studio si è affiancata anche attività di lavoro. Proprio gli ultimi giorni prma della laurea li trascorrerò a Roma per lavoro. Mi porterò dietro una copia della mia tesi da rivedere durante il viaggio del ritorno, per non correre il rischio di dimenticarmi cosa ho scritto nel corso dell'ultimo anno....
Appena dopo la copertina della tesi ho inserito un foglio con due date: il 1985 e il 2009. Nel settembre del 1985, a sei anni, ho iniziato la mia carriera scolastica. In qusti giorni ho tirato fuori da un cassetto un vecchio quaderno. Sulla prima pagina si vede un faccino biondo sorridente disegnato da mano incerta e sotto la scritta "Giovedì 12 settembre 1985". Il mio primo giorno di scuola! lo ricordo ancora oggi. C'era n bel sole, sulla via del ritorno. Ricordo le facce dei miei 5 compagni di classe. Vengo da un piccolo paese. La mia maestra seguiva due classi contemporaneamente: ho iniziato la prima nella stessa aula dove i cinque ragazzi di seconda vacevano lezione. In tutto, in due classi, eravamo in 11 bambini. Era un ambiente domestico. In seconda c'era mio cugino e inquinta mio fratello. Era come stare in una sorte di famiglia allargata: la scuola del mio paese. Vivere in u piccolo paese di provincia, però, vuol dire dover rinunciare presto a quella tranquillità per andare a studiare altrove. Nel 1990, infatti, ho iniziato a spostarmi nel paese vicino, più grande, per i tre anni delle scuole medie. Ho iniziato a provare, in piccolo, la vita del pendolare. All'inizio non si trattava di un peso eccessivo: bastavano pochi minuti per andare da casa alla nuova scuola. Però l'ambiente non ra più, giustamente, un ambiente di bambini. In classe eravamo una ventina di undicenni e tutti della stessa classe! Tanti i professori, le materie, il pulmann da prendere tutti i giorni, la palestra, la lingua straniera: quanti cambiamenti in poche settimane! Tre anni e poi un altro spostamento. Il liceo scientifico c'era solo in città: nel capoluogo di provincia. Una vita nuova: una nuova sfida, sempre più lontano da casa. Eppure si andava avanti e indietro tutti i giorni! Gli anni dei primi confronti, del sentirsi adulto, dei 18 anni, della visita militare (che oggi non c'è più). Gli anni della maturità! con lo sguardo già rivolto lontano, ad ammirare il profilo dell'orizzonte, che mi avrebbe portato ancora più lontano. Sono trascorsi più di dieci anni da quel 1998 ma lo ricordo sempre con molta partecipazione, nelle cose buone, così come in quelle tristi. Eppure l'esperienza dell'esame di maturità ha lasciato in me un ricordo positivo e indimenticabile. Ma da quel momento la via era nuovamente segnata (forse, chissà, lo è sempre stata): Milano attendeva. E, così, a fine ottobre approdo all'Università Cattolica, a studiare legge; a studiarla da pendolare, come sempre. Quattro ore di viaggio al giorno per andare a seguire i corsi. Non avevo mai fatto diritto fino a quel momento: materia nuova, vita nuova, posto nuovo ( sempre più lontano da casa: in un'altra regione questa volta). Ogni cambiamento, nella mia vita, ha comportato il saluto degli amici e il fardello di dover procedere da solo. quattro anni in quel luogo: alcuni amici: pochi. La vita del pendolare, venendo da un posto non troppo vicino, non consentiva di stringere amicizie che potessero essere coltivate fuori dagli orari dell'università. A 23 anni son oriuscito a coronare un sogno e a prendere quel pezzo di carta anche lì. Ho sempre detto che mi sono laureato troppo giovane e, infatti, nel giro di poche settimane, mi è venuta nostalgia di mettere nuovamete alla prova me stesso e, in ottobre, mi sono iscritto nuovamente: questa volta in statale: nuovamente solo. Non sono stato, però, solo, in questi cinque anni. Il mio pensiero va a chi mi è stato accanto, a chi si è impegnato e a chi mi ha voluto bene, anche se oggi è solo un ricordo, anche se vivo.
Sono trascorsi quasi 24 anni. Di quel bambino sembra restino solo quegli occhi verdi,capaci ancora di sognare. Anche se molte volte si sono bagnati i lacrime, di dispiacere e di delusione, mi piace credere siano ancora capaci di sognare. Non so dire se questo spettacolo ce, in qualche modo, si metterà in piedi il 4 maggio a Milano sarà il mio ultimo, in questo ambito. Mi piace sperare che tutti coloro che mi hanno voluto bene, che magari non pensano più a me da molto tempo (anche se io mi ricordo di loro), possano essere fieri di me, se mi vedessero in questo momento.
03 Novembre 2008
"...Tutte le cose che son qui con me, anche la vita, rappresentano te!"
03 Settembre 2008
" Che tipo di pace cerchiamo? Sto parlando di un genere di pace genuina, che renda la vita sulla Terra degna di essere vissuta. Non solamente Pace nel nostro tempo ma Pace in tutti i tempi. I nostri problemi sono creati dall'uomo, perciò possono essere risolti dall'uomo. Perchè in ultima analisi , il legamenfondamentale che unisce tutti noi è che abitiamo tutti su questo piccolo pianeta. Respiriamo tutti la stessa aria. Abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli. E siamo tutti solo di passaggio". John F. Kennedy
31 Agosto 2008
"Ora vi insegno qual ' la via migliore. Se parlo alle lingue degli uomini e anche a quella degli angeli, ma non amo, sono come un bronzo che risuone, o un cembalo che tintinna. Se ho il dono di essere profeta e di conoscere tutti i misteri, se possiedo tutta la scienza e anche una fede che smuove i monti, ma non amo, sono niente. Se dono ai poveri tutti i miei averi e offro il mio corpo alle fiamme, ma non amo, non mi serve a nulla. Chi ama è paziente e generoso. Chi ama non è invidioso, non si vanta, non si gonfia di orgoglio. Chi ama è rispettoso, non cerca il proprio interesse, non cede alla collera, dimentica i torti. Chi ama non gode dell'ingiustizia, la verità è la sua gioia. Chi ama tutto scusa, di tutti ha fiducia, tutto sopporta, mai perde la speranza. L'amore non tramonta mai: cesserà il dono delle lingue, la profezia passerà, finirà il dono della scienza. Ecco dunque le tre cose che contano: fede, speranza e amore. Ma più grande di tutte è l'amore".
Cosa pensate di queste parole. Aspetto i vostri commenti.
24 Luglio 2008

Venerdì 25 luglio, sera. Dal Quartier Generale, a Roma, parte il messaggio in codice rivolto a tutti i praticanti: I quiz per la preselezione sono pronti. L'intelligent è riuscito ad elaborarne quasi 10.000 anche questa volta. Le basi operative vengono messe in stato di massima allerta!

I Bombardieri vengono portati fuori dagli shelter e armati di tutto punto. La missione sarà a largo raggio, in profondità, nel cuore del territorio nemico. Si prevede una resistenza al di là di ogni immaginazione. Il nemico ha avuto un anno di tempo per prepararsi a questa incursione. Iniziano a giungere i dati relativi alle precentuali di sopravvivenza. Il Comando Supremo prevede che, di circa 10.000 bombardieri impiegati per questa prima ondata d'attacco, riusciranno a rientrare alle basi solo poco più di 1.000. Nel frattempo, giungono notizie anche da altri fronti di guerra. Paesi che, fino a poco fa si ritenevano zone tranquille, si preparano ad unirsi ai nemici.
Martedì 29 luglio, sera.

Il Quarsier Generale informa tutti i reparti operativi: "I Quiz per il concorso per segretari comunali sono pronti! Prepararsi per le operazioni a lunga raggio!" Le statistiche si rincorrono. Le probabilità di uscirne vivi, qui, sono meno del 5%!!! ....E siamo solo all'inizio....
Mercoledì 30 luglio, prime ore del mattino. La macchina da guerra si mette in moto. Guerra su due fronti, mentre, a Milano, l'univ non si è ancora chiusa. Che fare? Dal Quartier Generale giunge l'ordine: COLPIRE!

Tutti i bombardieri vengono fatti decollare. Il Primo bersaglio è quello la cui notizia giunge per ultima: "18 settembre - Concorso per impiegato pubblico!"
La prima parte dell'operazione, in settembre, non dovrebbe costituire un ostacolo insormontabile. Nei piani dello Stato MAggiore si prevede una campagna rapida per spazzar via l'ultimo esame universitario e per fare a pezzi il primo dei tre concorsi pubblici in lista. Fra ottobre e novembre INIZIA L'APOCALISSE!!!!!
CONCORSO SEGRETARI COMUNALI


......e, poi........
.....L'URAGANO......
CONCORSO NOTAI!!!
"Ordine del Comando Supremo: Spianate ogni resistenza nemica con qualsiasi mezzo!"


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